venerdì 13 gennaio 2017

Le Sabbie di Marte (Arthur C. Clarke)

vintage-sf-badgeNei giorni scorsi ho scoperto che molti blogger stranieri dedicano il mese di Gennaio alla fantascienza classica, infatti se cercate #VintageSciFiMonth su instagram vi appariranno un sacco di post con libri di fantascienza vecchissimi (e secondo me esteticamente bellissimi!). Visto che mi sto fissando sempre più con questo genere, indovinate un po’? Ho deciso di partecipare! E come partecipo? Ovviamente continuando a recensirvi i libri Clarke! Non siete felici? Io tantissimo! XD Avevo deciso di farlo più in là per non annoiarvi troppo parlando sempre dello stesso argomento, ma a quanto fare era destino che lo facessi subito! Inoltre se vi annoiate potete sempre ignorarmi, giuro che non mi offendo! XD
Prima di passare alla recensione ci tengo a precisare che il vintage sci-fi month non riguarda solo i libri, ma anche film, serie tv, anime, ecc… Se volete partecipare l’importante è che non parliate di fantascienza moderna (che per me inizia dagli anni ‘90 perché negli ‘80 c’è Blade Runner! *_*). L’immagine di questa iniziativa e altre info le trovate qui.


Le Sabbie di Marte

Trama: Sul viaggio inaugurale della prima nave di linea tra la Terra e Marte viene invitato lo scrittore e giornalista Martin Gibson, per essere testimone del viaggio e fare propaganda alla vita sul pianeta rosso: un mondo privo di vegetazione e ossigeno, reso abitabile dai primi coloni, che combattono con tutte le forze per rendere migliore la loro nuova patria.

Titolo originale: The Sands of Mars.
Pubblicato per la prima volta nel 1951. Reperibile sia in cartaceo che in digitale.

Kiki e ClarkeLe Sabbie di Marte è un romanzo breve, lineare e semplicissimo, che va letto avendo ben chiaro che è stato scritto 10 anni prima che l’uomo potesse viaggiare nello spazio: era infatti il 1961 quando Yuri Gagarin orbitò attorno al nostro pianeta e disse: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini!”. E dopo quel viaggio dovettero passarne altri 8 prima che l’uomo potesse mettere piede su un corpo celeste che non fosse la Terra. Potete ben immaginare, quindi, quante ingenuità siano presenti nel romanzo, soprattutto per quanto riguarda Marte, sul quale ancora non si sapeva nemmeno che fosse disabitato, cosa che si scoprì nel 1964 grazie alla sonda Mariner 3. Lo stesso vale per la tecnologia! Ho letto un commento in cui il libro viene bocciato per l’assenza di internet: com’è possibile che l’uomo sia capace di andare su Marte se ancora non ha internet? Internet non esisteva nemmeno quando l’uomo è andato sulla Luna, e stiamo parlando della realtà! La prima rete di computer, ARPANET, che fu installata nel 1969, veniva utilizzata dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti esclusivamente per scopi militari. Internet è nata all’inizio degli anni ‘80, ma la versione che conosciamo oggi ha iniziato a diffondersi a partire dal 1991 grazie al World Wide Web! Insomma, quando fu pubblicato questo libro, non era stata neanche lontanamente immaginata e, probabilmente, è l’unica cosa che gli scrittori di fantascienza non sono riusciti ad anticipare con la loro fantasia.

Ma è davvero necessario che scienza e tecnologia siano al passo con i tempi per godere di un romanzo di fantascienza? Secondo me no!

Il protagonista, Martin Gibson, è uno scrittore e giornalista che viene mandato su Marte per raccontare la vita dei suoi primi coloni, con lo scopo di invogliare sempre più terrestri a visitare il pianeta. Ben presto però si troverà coinvolto nel loro destino, ostacolato sia dalle condizioni avverse del pianeta sia dalla mancanza di sostegno economico da parte della Terra. Niente alieni verdi e malvagi, battaglie intergalattiche o raggi laser, ma solo uomini, con le proprie difficoltà e paure sull’avvenire, che hanno trovato il proprio scopo nella vita e lottano per difenderlo. Una storia molto attuale, dunque, che non ha bisogno di un background scientifico e tecnologico al passo con i tempi per comunicare il suo messaggio. Se però volete fare gli schizzinosi a tutti i costi, vi dico che esiste un programma di ricerca in cui la NASA sta prendendo “ispirazione” da questo libro per mandare i primi uomini su Marte. Alla faccia del non essere al passo con i tempi!

Capsule su Marte

Nathan Fillion as Richard CastleFun fact: Per tutto il tempo io ho immaginato Gibson come Nathan Fillion nei panni di Richard Castle: non perché mi piaccia quella serie, anzi, tutto il contrario, ma solo perché anche Castle è uno scrittore che ama prendersi in giro. (Nathan Fillion invece mi piace eccome! XD). Secondo me, infatti, Clarke usa il personaggio di Gibson come mezzo per auto-criticarsi, e mi sono divertita tantissimo nel leggere alcune battute, soprattutto quella in cui dice che una certa cosa che avviene è degna del peggior Harmony! XD

Le Sabbie di Marte non è una lettura imperdibile, ma è divertente, leggera e piacevole da leggere. Inoltre è importante per due motivi: è il romanzo che nel 1952 ha dato vita in Italia alla famosissima e longevissima collana di libri Urania, esistente ancora oggi, ma è anche il primo romanzo scritto da Clarke, tutt’ora considerato uno dei più grandi autori della fantascienza “seria”, non quella “alla Hunger Games” per intenderci! Qui il suo stile è ancora acerbo e lontano da quello di Incontro con Rama, ma già strizza l’occhio ai temi a lui più cari, in particolar modo su quanto sia importante trovare il proprio posto nel mondo. E chi lo dice che questo posto si trovi per forza sulla Terra?

2 commenti:

  1. Bellissima recensione... bellissima, e istruttiva! E concordo con te sul fatto che un buon libro di fantascienza non dev'esser considerato tale per il suo realismo scientifico-tecnologico, la storia è sempre ciò che più conta!
    Ah, ho anche fatto un giro su instagram, e ho visto le copertine più belle di sempre! XD

    Mi raccomando, riempi questo bel mese a tema con altre recensioni!

    P.S.: se leggerò questo libro, so già che anche per me il protagonista sarà il caro Nathan XD

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    1. Sulla parte istruttiva mi sono mantenuta! XD La storia di internet la conoscevo già, ma quella su Marte no e mi sono divertita a scoprirla! Sul programma di ricerca della Nasa ne hanno parlato a Superquark la scorsa Estate e quando l'ho sentito sono saltata dalla sedia e ho urlato: "ma è come ne Le Sabbie di Marte"! Fantastico! XD Comunque certi autori erano proprio avanti!

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