sabato 31 dicembre 2016

Incontro con Rama, ovvero di come mi sono innamorata di Arthur C. Clarke!

Incontro con RamaTrama: Nel Settembre 2077 un grosso meteorite si abbatte sulla Pianura Padana, causando migliaia di morti. Per evitare che disastri del genere possano ripetersi, viene approvato d’urgenza il progetto “Guardia Spaziale”, con il compito di studiare l’orbita degli asteroidi nel Sistema Solare. Poi, nel 2130, i radar della Guardia Spaziale individuano un oggetto che sulle prime viene scambiato per un asteroide in rotta di collisione verso la Terra, ma che in realtà è un oggetto sconosciuto. Il Comandante Norton riceve l’ordine di esaminarlo da vicino con la sua astronave Endeavour e, se possibile, sbarcarvi.

Info: Titolo originale: Rendezvous with Rama. Pubblicato per la prima volta nel 1973.
Vincitore del Premio Hugo nel 1974. Al momento reperibile solo in ebook.

RamaDurante l’anno leggo diverse cose, ma puntualmente e senza farlo apposta succede che mi fisso con un autore e finisco per leggere principalmente le sue opere. Due anni fa è successo con Jules Verne, l’anno scorso con Jonathan Stroud. Quest’anno il podio è di Arthur C. Clarke. Da quello che ho notato vagando per l’internet, Clarke è uno di quegli autori che o si ama o si odia. Per quanto mi riguarda, dopo aver letto Incontro con Rama, è diventato una droga! Vorrei andare in giro a regalare i suoi libri come fossero volantini, ma non lo faccio perché molta gente nemmeno li degnerebbe di uno sguardo, proprio come succede con questi ultimi.
Tutto ciò che nei libri di Clarke molti considerano difetti, per me sono pregi. Molti criticano il fatto che sono troppo lineari e semplici, che le difficoltà incontrate dai personaggi vengono risolte troppo velocemente, ma a me piacciono proprio perché il brodo non viene mai allungato inutilmente. Al contrario di molte altre storie di fantascienza, le sue non sono mai ingarbugliate, esagerate o incomprensibili solo per dimostrare che sono di questo genere. Se sapete cosa faceva nella vita, capite bene che per lui era impossibile scrivere cose senza senso.

Altra critica è quella che i suoi libri, insieme a tutti gli altri di fantascienza classica, non sono più godibili perché ormai superati dalla scienza odierna, e nonostante lo stesso Clarke metta le mani avanti facendo affermare ad uno dei suoi personaggi di Le Sabbie di Marte che non c’è niente che sia più morto dei racconti avveniristici di ieri, per me invece sono interessanti proprio perché posso fare il paragone con cosa effettivamente è avvenuto, rimanendo sempre meravigliata di quello che gli autori del passato hanno immaginato con le conoscenze scientifiche della loro epoca, e di quanto spesso si siano avvicinati o ci abbiano addirittura azzeccato! Inoltre sono convinta che ogni lettura, di qualsiasi genere, non debba mai essere rovinata/condizionata da particolari legati all’epoca in cui è stata scritta. Leggere è un momento di evasione, quindi perché non far finta di vivere proprio nella storia che si sta leggendo?

Altra critica frequente è che i suoi personaggi non sono minimamente caratterizzati. Se qualcuno mi chiedesse chi è il mio preferito infatti non potrei rispondere perché nessuno ha una personalità così forte da essermi entrato nel cuore. Questo raggiunge il suo apice proprio in Incontro con Rama: a fine lettura non ricordavo nemmeno un nome! Assurdo, vero? I personaggi è come se non esistessero, eppure neanche questo mi ha dato fastidio, perché nei libri di Clarke il vero protagonista è la storia e i personaggi sono solo un mezzo per raccontarla. A questo punto potreste chiedermi qual è la mia storia preferita, ma non saprei rispondere nemmeno in questo caso, stavolta però per il motivo opposto: tutte mi sono entrate nel cuore e non saprei quale scegliere! Allora perché sto dedicando un post a Rama? Semplicemente perché è stato il primo libro che ho letto, quello che ha fatto entrare Clarke di prepotenza fra i miei autori preferiti. Sì, è bastato un solo libro per innamorarmene, e questo vi fa capire QUANTO MI SIA PIACIUTO! È totalmente diverso da qualsiasi altra cosa abbia mai letto fino a questo momento e riesce ad essere coinvolgente nonostante i personaggi anonimi e il finale aperto. Normalmente un libro con queste caratteristiche mi avrebbe fatto schifo, mentre Rama lo considero un capolavoro! Cosa ne invoglia la lettura? La meraviglia che fa vivere! Leggerlo è come trovarsi sull’astronave insieme al Capitano Norton e al suo equipaggio. Insieme a loro si procede con l’esplorazione, si trovano nuovi misteri, si fanno nuove congetture e ci si pone nuove domande che aumentano la sete di scoperta. Insieme si prova meraviglia, paura, rabbia, tristezza, nostalgia, poi di nuovo meraviglia. Tanta meraviglia! E il finale aperto, che per molti non è appagante, per me è perfetto e poetico. La storia continua in altri 3 volumi, ma io non ho bisogno di sapere altro: mi piace che rimanga un po’ di mistero (e sono convinta che anche per Clarke fosse così, visto che il seguito lo ha scritto ben 15 anni dopo, probabilmente martellato dalle richieste dei fan!).

it doesnt mean it is wrong

L'avventura e l'esplorazione sono dunque al centro del romanzo, ma Clarke inserisce anche diverse frecciatine qua e là contro l'odioso comportamento umano quando si trova di fronte a ciò che non conosce o non capisce. Purtroppo non posso aggiungere altro senza spoilerare, ma come dice Semola: solo perché non capisci qualcosa non significa che sia sbagliata!

Per me è un libro meraviglioso, ma se proprio devo guardare il pelo nell’uovo posso dire che contiene un po' di spiegoni scientifici di troppo, i quali per poco non me lo hanno fatto abbandonare a metà! Fortuna che con Verne ho avuto un buon allenamento! Volete sapere una cosa? Però non ditela a nessuno: se avete intenzione di leggere il libro, al vostro posto li salterei! XD

Ora, con tutte queste parole non voglio dire che Clarke debba piacere per forza o che sia sbagliato criticare il suo stile, ma semplicemente che io lo trovo perfetto per le storie che racconta. Incontro con Rama l’ho letto a scatola chiusa, spinta dalla voglia di leggere libri di fantascienza classica, e sono felicissima mi sia capitato fra le mani perché mi ha fatto scoprire un autore capace di farmi emozionare, meravigliare e viaggiare con la fantasia come pochi altri. E per questo motivo sarete costretti a vedere altri post dedicati a lui! Mi spiace! XD

Ma le barriere della distanza stanno crollando; un giorno incontreremo i nostri pari, o i nostri padroni, tra le stelle. Gli uomini hanno tardato ad affrontare tale prospettiva; alcuni sperano ancora che possa non avverarsi mai. Ma altri, in numero sempre più grande, si stanno domandando: «Perché questi incontri non si sono già determinati, dato che noi stessi siamo sul punto di avventurarci nello spazio?» Perché no, infatti? Ecco una possibile risposta a questo interrogativo ragionevolissimo. Ma, vi prego di ricordarlo: il libro è soltanto frutto dell’immaginazione. La verità, come sempre, sarà di gran lunga più strana.
(Arthur C. Clarke, nella prefazione a 2001 Odissea nello Spazio, da cui è tratto l’omonimo film di Kubrick)


Visto che è l’ultimo dell’anno ne approfitto per farvi i miei migliori auguri! Spero che il 2017 vi porti tante soddisfazioni, felicità ed esperienze meravigliose ed emozionanti!