sabato 25 febbraio 2017

The Wicked + The Divine (Gillen, McKelvie)

The Wicked The Divine cover deluxe“Ogni novanta anni dodici dei si reincarnano in esseri umani. Sono amati. Sono odiati. In due anni sono tutti morti. Sta accadendo ora. Sta accadendo di nuovo.”

Come fa intuire questa citazione, la storia di The Wicked + The Divine racconta principalmente di 12 divinità che ogni 90  anni vengono sulla Terra e per 2 anni vivono come normali esseri umani. Essendo divinità quello che desiderano più al mondo è essere adorati e venerati da quanta più gente possibile, per questo motivo arrivati nell’era moderna decidono di diventare star della musica. Ho detto “principalmente” perché oltre a questo incipit nel primo volume c’è anche un mistero da risolvere.

 

Not so BAOtifulSono sicura che in Italia sarò l'unica voce fuori dal coro. Tutti (poi ditemi se non avevo ragione!), grideranno al miracolo dicendo che è la serie più bella mai pubblicata prima! Tutti, tranne me. Non sto dicendo che è sbagliato dire che una serie è la più bella mai pubblicata prima, si può dire anche quando non è vero, perché ognuno ha i suoi gusti, ma... Non stiamo un po' esagerando a dirlo per OGNI. SINGOLA. NUOVA USCITA? Possibile che non esistano più libri nella media? All'improvviso tutti gli autori sono diventati capaci di sfornare solo capolavori? WOW! Noi appassionati di fumetti siamo davvero fortunati!

Non credo di potervi aiutare più di tanto a capire se acquistare o meno questa serie, perché dipende dai vostri gusti, dall’età, e soprattutto da quanti fumetti avete letto finora. Lo scopo di questo post è principalmente quello di invitarvi a riflettere e dirvi di non comprarlo a scatola chiusa solo perché pubblicato da una certa casa editrice che tutti amiamo, me compresa (anche se non sembra! XD), e che al contrario di quello che affermano i “blogger famosi” non pubblica solo capolavori che OMMIODDIO LO DEVO AVERE PER FORZA! Dunque, leggete/ascoltate più opinioni possibile, soprattutto sui volumi seguenti non ancora usciti in Italia. Ancora meglio se riuscite a sfogliarlo e leggerne qualche pagina in libreria, perché l'anteprima (che trovate qui) non basta nemmeno lontanamente per capire cos’è questo fumetto e se può fare per voi oppure no.

Ora passiamo alla mia opinione.

The Wicked The Divine

Non credo che The WicDiv (come viene  affettuosamente chiamato dai suoi autori), sia una lettura imperdibile, anzi, tutto il contrario! Il plot è intrigante, ma è sviluppato malissimo. Perché queste divinità tornano ogni 90 anni? Come mai ne vivono solo due?  Non è importante saperlo? Va bene, passiamo oltre. Vogliamo parlare di come si sentono a vivere solo due anni? Devo intuire che si sentono frustrate perché si comportano tutte da pazze esaurite? Oppure vogliamo parlare dei riferimenti mitologici? Perché quella persona diventa quel particolare dio? Non mi sai dire niente? Una cosa del genere ad un esame equivarrebbe a bocciatura!

The Wicked + The Divine (David Bowie e Luci)Io ho letto l’ebook inglese che raccoglie i primi due volumi. A parte i colpi di scena finali da applauso (ci vuole furbizia nella vita!), il resto l'ho trovato confuso, noioso, (inutile?), e non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno dei personaggi perché non hanno alcuno spessore: mi sono sembrati tutti uguali e con un modo di parlare insopportabile. Hanno uno stile accattivante, merito del fatto che sono ispirati a star eclettiche del calibro di Prince e David Bowie, giusto per citarne solo due, ma se non fosse per il diverso colore di pelle e capelli, sarebbero tutti identici! Faccia simile, occhi simili, naso simile, bocca simile, espressioni simili. Ecco alcune vignette prese a caso:vignetta 2vignetta 1

È come se i disegni cercassero a tutti i costi di sembrare fighi, ma secondo me sono solo freddi, senza vita e personalità. Insomma, se oltre alla storia pessima non posso nemmeno rifarmi gli occhi e consolarmi con l’arte direi che questo fumetto è solo uno spreco di tempo, soldi e felicità! Sì, perché dopo una lettura io voglio sentirmi felice, ma con questa è successo l’esatto opposto.

Non mi è del tutto chiaro!

Ora, potere dirmi che la storia è una metafora sul periodo adolescenziale o sul mondo delle popstar che bruciano la propria vita in pochi anni; che io non ho capito niente di quello che vuole comunicare; che sono troppo schizzinosa e guardo il pelo nell’uovo se le facce sono tutte simili, ma credo che nel mondo delle graphic novel si trovi di meglio. WicDiv forse è adatto solo per chi ha letto pochi fumetti e non sa cosa sia Sandman. Ho detto un titolo a caso, eh, giusto per rimanere in tema con dei e mitologia, mica perché è una delle mie serie preferite!

Gatto Bugia (Saga)(Per chi non lo conoscesse, questo è il gatto che in Saga smaschera chi mente)

In questo momento sono rintontita per colpa di alcuni medicinali che sto prendendo e non mi viene in mente nessuna frase ad effetto per concludere il post, ma se lo avete letto penso che abbiate capito dove volevo andare a parare. Mi raccomando: spendete in modo intelligente i vostri soldi!

Grazie di essere passati di qui e alla prossima! :)

venerdì 27 gennaio 2017

La Città e Le Stelle (Arthur C. Clarke)

Come un gioiello scintillante, la città giaceva nel cuore del deserto. Una volta aveva conosciuto sviluppi e trasformazioni, ma ora il Tempo scorreva senza alterarla. Il giorno e la notte si avvicendavano sul deserto; nelle strade di Diaspar l'oscurità non scendeva mai. Le lunghe notti d'inverno potevano ben gelare il deserto ricoprendolo di brina, ma la città non conosceva né il freddo né il caldo. Diaspar non aveva contatti col mondo esterno; era un universo a sé.
 
La Città e Le Stelle (Arthur C. Clarke)È con queste parole che inizia La Città e le Stelle (dovete ringraziare che non abbia scritto tutto il paragrafo perché ero già partita in quarta! XD). Come ho detto nei post precedenti dedicati a Clarke, ho iniziato a leggerlo a scatola chiusa e così sto continuando. Non sapevo nulla su La Città e le Stelle, quando, arrivata oltre metà libro, ho letto per caso la trama scritta su una vecchissima edizione Urania:
 
Sulla Terra sono rimaste una città e una fortezza sommersa. Nel lago che ha sommerso la fortezza c'è un mostro alto quindici metri. Il mostro ha al suo servizio una macchina. Tutto sommato, dunque, sulla Terra ce ne sarebbero ancora abbastanza per tenere in piedi un buon romanzo.
 
 
 
umm_no_sherlock
 
Ummmmm… NO! XD Primo: l’ho dovuta modificare un po’ perché spoilerosa. Secondo: fa sembrare il libro un fantasy in cui c’è un mostro da sconfiggere per salvare il mondo. Wrong! Quel mostro gioca sì un ruolo fondamentale, ma si vede al massimo per qualche pagina! XD Nelle nuove edizioni per fortuna hanno corretto, ma in attesa che mettiate mano su una copia (cosa purtroppo ardua perché attualmente la versione cartacea è reperibile solo nell’usato, mentre quella digitale solo grazie a scansioni amatoriali), vi racconto io di cosa parla veramente.
 
Ci troviamo milioni di anni nel futuro e Diaspar è l’ultima città rimasta su una Terra completamente deserta e priva di vita. È una città altamente avanzata rinchiusa in una cupola, che non ha alcun contatto con il mondo esterno. È immune alle condizioni climatiche e allo scorrere del tempo, un paradiso in cui gli abitanti vivono una vita perfetta, senza nessun tipo di problema o preoccupazione, e hanno anche raggiunto l’“immortalità”: grazie alla tecnologia, infatti, riescono a vivere mille anni, dopodiché la loro coscienza viene conservata nelle “banche memoria” e riportata in vita ciclicamente, a distanza di qualche secolo tra una vita e l’altra. Le coscienze vengono impiantate in esseri umani già adulti creati artificialmente, motivo per cui l’uomo ha perso la capacità di riprodursi e non sa più cosa sia un bambino. Gli abitanti di Diaspar quindi sono sempre gli stessi, ma per fare in modo che non si crei una situazione stagnante, le coscienze vengono riportante in vita in momenti casuali: ognuna di loro non troverà mai gli stessi abitanti delle sue vite precedenti, ma una popolazione sempre diversa.
In questo scenario facciamo la conoscenza di Alvin, che il caso vuole sia l’unico a non aver mai vissuto una vita precedente, la sua è una coscienza nuova di zecca! Grazie a questo è anche l’unico a non essere terrorizzato dal mondo esterno e l’unico a desiderare di scoprire cosa c’è oltre le mura della città. Tutti lo prendono per pazzo e non capiscono come si possa desiderare di uscire fuori da una città perfetta come Diaspar, che offre qualsiasi cosa si possa immaginare. Soprattutto, non concepiscono come possa non essere terrorizzato dal mondo esterno, dove non c’è altro che morte. Loro infatti ne sono così terrorizzati da non provare nemmeno lontanamente ad avvicinarsi alle mura e vedere com’è fatto il deserto o il cielo stesso.
 
The City and The Stars (covers)
 
Anche in questo caso, come in tutti gli altri libri di Clarke che ho letto, si tratta di un romanzo breve, con personaggi poco caratterizzati (tranne per quanto riguarda il protagonista), dove le difficoltà incontrate da loro vengono risolte quasi immediatamente. La storia però è così profonda e piena di poesia, e il messaggio che vuole comunicare così forte e importante, che tutto il resto passa in secondo piano. È meglio vivere una vita perfetta e al sicuro, o rischiare tutto per cercare altro? Questa perfezione, poi, esiste veramente o è solo un’illusione? Se esiste, a che prezzo la si è ottenuta?
 
La Città e le Stelle è stato pubblicato per la prima volta nel 1956, ed è una rielaborazione del racconto Against the Fall of Night del 1948. È breve, ma offre tante di quelle riflessioni, su tanti argomenti diversi e attuali ancora oggi, da riempire la testa per giorni e giorni! Un romanzo contro i pregiudizi, che invita a guardare oltre il proprio naso, ma soprattutto a migliorarsi sempre e a non fossilizzarsi mai sulla propria condizione. Perfetto per chiunque abbia sete di conoscenza e avventura, ma che io consiglio in particolar modo alla categoria opposta, per farle provare a guardare il mondo con occhi diversi!
 
When beauty is universal, it loses its power to move the heart, and only its absence can produce an emotional effect.

venerdì 13 gennaio 2017

Le Sabbie di Marte (Arthur C. Clarke)

Le Sabbie di Marte

Trama: Sul viaggio inaugurale della prima nave di linea tra la Terra e Marte viene invitato lo scrittore e giornalista Martin Gibson, per essere testimone del viaggio e fare propaganda alla vita sul pianeta rosso: un mondo privo di vegetazione e ossigeno, reso abitabile dai primi coloni, che combattono con tutte le forze per rendere migliore la loro nuova patria.

Titolo originale: The Sands of Mars.
Pubblicato per la prima volta nel 1951. Reperibile sia in cartaceo che in digitale.

Kiki e ClarkeLe Sabbie di Marte è un romanzo breve, lineare e semplicissimo, che va letto avendo ben chiaro che è stato scritto 10 anni prima che l’uomo potesse viaggiare nello spazio: era infatti il 1961 quando Yuri Gagarin orbitò attorno al nostro pianeta e disse: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini!”. E dopo quel viaggio dovettero passarne altri 8 prima che l’uomo potesse mettere piede su un corpo celeste che non fosse la Terra. Potete ben immaginare, quindi, quante ingenuità siano presenti nel romanzo, soprattutto per quanto riguarda Marte, sul quale ancora non si sapeva nemmeno che fosse disabitato, cosa che si scoprì nel 1964 grazie alla sonda Mariner 3. Lo stesso vale per la tecnologia! Ho letto un commento in cui il libro viene bocciato per l’assenza di internet: com’è possibile che l’uomo sia capace di andare su Marte se ancora non ha internet? Internet non esisteva nemmeno quando l’uomo è andato sulla Luna, e stiamo parlando della realtà! La prima rete di computer, ARPANET, che fu installata nel 1969, veniva utilizzata dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti esclusivamente per scopi militari. Internet è nata all’inizio degli anni ‘80, ma la versione che conosciamo oggi ha iniziato a diffondersi a partire dal 1991 grazie al World Wide Web! Insomma, quando fu pubblicato questo libro, non era stata neanche lontanamente immaginata e, probabilmente, è l’unica cosa che gli scrittori di fantascienza non sono riusciti ad anticipare con la loro fantasia.

Ma è davvero necessario che scienza e tecnologia siano al passo con i tempi per godere di un romanzo di fantascienza? Secondo me no!

Il protagonista, Martin Gibson, è uno scrittore e giornalista che viene mandato su Marte per raccontare la vita dei suoi primi coloni, con lo scopo di invogliare sempre più terrestri a visitare il pianeta. Ben presto però si troverà coinvolto nel loro destino, ostacolato sia dalle condizioni avverse del pianeta sia dalla mancanza di sostegno economico da parte della Terra. Niente alieni verdi e malvagi, battaglie intergalattiche o raggi laser, ma solo uomini, con le proprie difficoltà e paure sull’avvenire, che hanno trovato il proprio scopo nella vita e lottano per difenderlo. Una storia molto attuale, dunque, che non ha bisogno di un background scientifico e tecnologico al passo con i tempi per comunicare il suo messaggio. Se però volete fare gli schizzinosi a tutti i costi, vi dico che esiste un programma di ricerca in cui la NASA sta prendendo “ispirazione” da questo libro per mandare i primi uomini su Marte. Alla faccia del non essere al passo con i tempi!

Capsule su Marte

Nathan Fillion as Richard CastleFun fact: Per tutto il tempo io ho immaginato Gibson come Nathan Fillion nei panni di Richard Castle: non perché mi piaccia quella serie, anzi, tutto il contrario, ma solo perché anche Castle è uno scrittore che ama prendersi in giro. (Nathan Fillion invece mi piace eccome! XD). Secondo me, infatti, Clarke usa il personaggio di Gibson come mezzo per auto-criticarsi, e mi sono divertita tantissimo nel leggere alcune battute, soprattutto quella in cui dice che una certa cosa che avviene è degna del peggior Harmony! XD

Le Sabbie di Marte non è una lettura imperdibile, ma è divertente, leggera e piacevole da leggere. Inoltre è importante per due motivi: è il romanzo che nel 1952 ha dato vita in Italia alla famosissima e longevissima collana di libri Urania, esistente ancora oggi, ma è anche il primo romanzo scritto da Clarke, tutt’ora considerato uno dei più grandi autori della fantascienza “seria”, non quella “alla Hunger Games” per intenderci! Qui il suo stile è ancora acerbo e lontano da quello di Incontro con Rama, ma già strizza l’occhio ai temi a lui più cari, in particolar modo su quanto sia importante trovare il proprio posto nel mondo. E chi lo dice che questo posto si trovi per forza sulla Terra?

sabato 31 dicembre 2016

Incontro con Rama, ovvero di come mi sono innamorata di Arthur C. Clarke!

Incontro con RamaTrama: Nel Settembre 2077 un grosso meteorite si abbatte sulla Pianura Padana, causando migliaia di morti. Per evitare che disastri del genere possano ripetersi, viene approvato d’urgenza il progetto “Guardia Spaziale”, con il compito di studiare l’orbita degli asteroidi nel Sistema Solare. Poi, nel 2130, i radar della Guardia Spaziale individuano un oggetto che sulle prime viene scambiato per un asteroide in rotta di collisione verso la Terra, ma che in realtà è un oggetto sconosciuto. Il Comandante Norton riceve l’ordine di esaminarlo da vicino con la sua astronave Endeavour e, se possibile, sbarcarvi.

Info: Titolo originale: Rendezvous with Rama. Pubblicato per la prima volta nel 1973.
Vincitore del Premio Hugo nel 1974. Al momento reperibile solo in ebook.

RamaDurante l’anno leggo diverse cose, ma puntualmente e senza farlo apposta succede che mi fisso con un autore e finisco per leggere principalmente le sue opere. Due anni fa è successo con Jules Verne, l’anno scorso con Jonathan Stroud. Quest’anno il podio è di Arthur C. Clarke. Da quello che ho notato vagando per l’internet, Clarke è uno di quegli autori che o si ama o si odia. Per quanto mi riguarda, dopo aver letto Incontro con Rama, è diventato una droga! Vorrei andare in giro a regalare i suoi libri come fossero volantini, ma non lo faccio perché molta gente nemmeno li degnerebbe di uno sguardo, proprio come succede con questi ultimi.
Tutto ciò che nei libri di Clarke molti considerano difetti, per me sono pregi. Molti criticano il fatto che sono troppo lineari e semplici, che le difficoltà incontrate dai personaggi vengono risolte troppo velocemente, ma a me piacciono proprio perché il brodo non viene mai allungato inutilmente. Al contrario di molte altre storie di fantascienza, le sue non sono mai ingarbugliate, esagerate o incomprensibili solo per dimostrare che sono di questo genere. Se sapete cosa faceva nella vita, capite bene che per lui era impossibile scrivere cose senza senso.

Altra critica è quella che i suoi libri, insieme a tutti gli altri di fantascienza classica, non sono più godibili perché ormai superati dalla scienza odierna, e nonostante lo stesso Clarke metta le mani avanti facendo affermare ad uno dei suoi personaggi di Le Sabbie di Marte che non c’è niente che sia più morto dei racconti avveniristici di ieri, per me invece sono interessanti proprio perché posso fare il paragone con cosa effettivamente è avvenuto, rimanendo sempre meravigliata di quello che gli autori del passato hanno immaginato con le conoscenze scientifiche della loro epoca, e di quanto spesso si siano avvicinati o ci abbiano addirittura azzeccato! Inoltre sono convinta che ogni lettura, di qualsiasi genere, non debba mai essere rovinata/condizionata da particolari legati all’epoca in cui è stata scritta. Leggere è un momento di evasione, quindi perché non far finta di vivere proprio nella storia che si sta leggendo?

Altra critica frequente è che i suoi personaggi non sono minimamente caratterizzati. Se qualcuno mi chiedesse chi è il mio preferito infatti non potrei rispondere perché nessuno ha una personalità così forte da essermi entrato nel cuore. Questo raggiunge il suo apice proprio in Incontro con Rama: a fine lettura non ricordavo nemmeno un nome! Assurdo, vero? I personaggi è come se non esistessero, eppure neanche questo mi ha dato fastidio, perché nei libri di Clarke il vero protagonista è la storia e i personaggi sono solo un mezzo per raccontarla. A questo punto potreste chiedermi qual è la mia storia preferita, ma non saprei rispondere nemmeno in questo caso, stavolta però per il motivo opposto: tutte mi sono entrate nel cuore e non saprei quale scegliere! Allora perché sto dedicando un post a Rama? Semplicemente perché è stato il primo libro che ho letto, quello che ha fatto entrare Clarke di prepotenza fra i miei autori preferiti. Sì, è bastato un solo libro per innamorarmene, e questo vi fa capire QUANTO MI SIA PIACIUTO! È totalmente diverso da qualsiasi altra cosa abbia mai letto fino a questo momento e riesce ad essere coinvolgente nonostante i personaggi anonimi e il finale aperto. Normalmente un libro con queste caratteristiche mi avrebbe fatto schifo, mentre Rama lo considero un capolavoro! Cosa ne invoglia la lettura? La meraviglia che fa vivere! Leggerlo è come trovarsi sull’astronave insieme al Capitano Norton e al suo equipaggio. Insieme a loro si procede con l’esplorazione, si trovano nuovi misteri, si fanno nuove congetture e ci si pone nuove domande che aumentano la sete di scoperta. Insieme si prova meraviglia, paura, rabbia, tristezza, nostalgia, poi di nuovo meraviglia. Tanta meraviglia! E il finale aperto, che per molti non è appagante, per me è perfetto e poetico. La storia continua in altri 3 volumi, ma io non ho bisogno di sapere altro: mi piace che rimanga un po’ di mistero (e sono convinta che anche per Clarke fosse così, visto che il seguito lo ha scritto ben 15 anni dopo, probabilmente martellato dalle richieste dei fan!).

it doesnt mean it is wrong

L'avventura e l'esplorazione sono dunque al centro del romanzo, ma Clarke inserisce anche diverse frecciatine qua e là contro l'odioso comportamento umano quando si trova di fronte a ciò che non conosce o non capisce. Purtroppo non posso aggiungere altro senza spoilerare, ma come dice Semola: solo perché non capisci qualcosa non significa che sia sbagliata!

Per me è un libro meraviglioso, ma se proprio devo guardare il pelo nell’uovo posso dire che contiene un po' di spiegoni scientifici di troppo, i quali per poco non me lo hanno fatto abbandonare a metà! Fortuna che con Verne ho avuto un buon allenamento! Volete sapere una cosa? Però non ditela a nessuno: se avete intenzione di leggere il libro, al vostro posto li salterei! XD

Ora, con tutte queste parole non voglio dire che Clarke debba piacere per forza o che sia sbagliato criticare il suo stile, ma semplicemente che io lo trovo perfetto per le storie che racconta. Incontro con Rama l’ho letto a scatola chiusa, spinta dalla voglia di leggere libri di fantascienza classica, e sono felicissima mi sia capitato fra le mani perché mi ha fatto scoprire un autore capace di farmi emozionare, meravigliare e viaggiare con la fantasia come pochi altri. E per questo motivo sarete costretti a vedere altri post dedicati a lui! Mi spiace! XD

Ma le barriere della distanza stanno crollando; un giorno incontreremo i nostri pari, o i nostri padroni, tra le stelle. Gli uomini hanno tardato ad affrontare tale prospettiva; alcuni sperano ancora che possa non avverarsi mai. Ma altri, in numero sempre più grande, si stanno domandando: «Perché questi incontri non si sono già determinati, dato che noi stessi siamo sul punto di avventurarci nello spazio?» Perché no, infatti? Ecco una possibile risposta a questo interrogativo ragionevolissimo. Ma, vi prego di ricordarlo: il libro è soltanto frutto dell’immaginazione. La verità, come sempre, sarà di gran lunga più strana.
(Arthur C. Clarke, nella prefazione a 2001 Odissea nello Spazio, da cui è tratto l’omonimo film di Kubrick)


Visto che è l’ultimo dell’anno ne approfitto per farvi i miei migliori auguri! Spero che il 2017 vi porti tante soddisfazioni, felicità ed esperienze meravigliose ed emozionanti!

martedì 22 novembre 2016

Shopping Fumettoso: 25% Rizzoli Lizard!

Rzzoli Lizard sconti 2016Oltre alla BAO Publishing, un’altra casa editrice a vantare un catalogo interessantissimo è la Rizzoli Lizard. Basta nominare Corto Maltese per capire la qualità delle opere che vi si possono trovare e che il nostro portafogli sarà ben lieto di venire svuotato per il loro acquisto! Sapendo però che il portafogli si vuota troppo facilmente, anche stavolta, come per il post che avevo dedicato agli sconti della BAO, mi limiterò a consigliarvi solamente la roba bellissimissima! Ovvero quei volumi che secondo me, (e sottolineo, secondo me), sono imperdibili se vi piace leggere graphic novel, o se avete voglia di iniziare ad immergervi in questo mondo meraviglioso! (Sì, quest’ultimo pezzo l’ho copiato spudoratamente dal post sugli sconti BAO. Eh, la pigrizia! XD). Ma bando alle ciance e partiamo subito con i consigli per gli acquisti!

Blankets copertinaBlankets (Craig Thompson)

Craig Thompson è uno dei miei autori preferiti e mi viene difficile scegliere una sola delle sue opere perché le adoro TUTTE e le consiglio TUTTE! Nel caso, però, in cui non abbiate mai letto niente di suo, secondo me conviene iniziare da Blankets, che essendo un’opera autobiografica vi darà modo di conoscerlo meglio e di capire come mai tende sempre ad inserire elementi religiosi nei suoi fumetti. Attenzione però! Non sto dicendo che scriva storie religiose, infatti io non sono religiosa e questo genere di solito lo evito come la peste, ma solo che vi si possono trovare riferimenti a testi sacri e altri elementi da varie religioni (soprattutto in Habibi). Blankets è un’opera in cui si mette a nudo raccontando la sua infanzia e la sua adolescenza con una sincerità disarmante. Sfido chiunque a fare lo stesso sapendo di essere letto da genitori, parenti e amici, soprattutto se questi fanno parte della storia. Spesso non siamo in grado di farlo nemmeno con noi stessi, nel nostro diario personale, sapendo che non lo leggerà nessuno, figuriamoci sapendo che lo leggerà il mondo intero! Blankets è una storia di crescita, di prime volte, del bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. Una storia in cui è facile ritrovarsi e che merita di essere letta principalmente per la sincerità con cui è stata scritta, ma anche perché ha dei disegni in bianco e nero MERAVIGLIOSI e con così tanti dettagli da perdercisi dentro! È anche una di quelle storie che consiglio a tutti gli scettici sulle graphic novel: leggetela e poi ditemi se non è allo stesso livello di un romanzo di sole parole!

Blankets sample page 1Blankets sample page 2

Cronache di Gerusalemme copertinaCronache di Gerusalemme (Guy Delisle)

Guy Delisle è un altro dei miei autori preferiti e anche nel suo caso mi viene difficile consigliare solo un’opera, ma se non avete mai letto niente di suo probabilmente conviene iniziare da Cronache di Gerusalemme, che è una sorta di diario di viaggio in cui l’autore racconta l’anno trascorso in Israele per sostenere la moglie in missione per Medici Senza Frontiere. È un fumetto che merita la lettura perché Gerusalemme non viene raccontata dal punto di vista di un giornalista, cosa che infatti Delisle non è, ma dal punto di vista di una persona qualunque, attraverso aneddoti di vita quotidiana, come ad esempio una semplice passeggiata con i figli, senza fare riflessioni politiche o esprimere giudizi. Il tutto con moltissima ironia! Vi ritroverete spesso a ridere anche su situazioni per cui normalmente non ci sarebbe da ridere affatto! Una lettura simpatica e leggera, nonostante il paese in cui è ambientata e le vicende raccontate, che insegna molto più di qualsiasi articolo di giornale. E meno male che i fumetti sono “solo roba inutile e per bambini”!

Cronache di Gerusalemme sample

S. La Nave di TeseoS. La Nave di Teseo
(J. J. Abrams, Doug Dorst)

Questo libro purtroppo non ho ancora avuto tempo di leggerlo, ma ve lo consiglio sulla fiducia, basandomi sulle tante recensioni positive ricevute e sul fatto che vale la pena averlo in libreria anche solo per la sua estetica! Sembra un vecchio volume proveniente da una biblioteca, con le pagine ingiallite dalla polvere, l’etichetta dello scaffale a cui appartiene, le date dei vari prestiti e gli appunti di chi lo ha letto. Ma non finisce qui! È anche pieno zeppo di inserti, come lettere, cartoline, ritagli di giornale, tovaglioli di carta sui quali sono stati scritti appunti in fretta e furia. E la cosa bellissima è che tutto questo non è assolutamente perfetto! Gli appunti sono scritti con penne diverse, ci sono scarabocchi e cancellature, i ritagli di giornale non sono piegati con la precisione della macchina che li ha prodotti, ma proprio come se fossero stati piegati di fretta da una persona. Se in libreria non avete potuto sfogliarlo perché sempre sigillato è proprio per evitare che tutta questa roba vada persa. Purtroppo gli inserti hanno una collocazione specifica e spostarli ne comprometterebbe la lettura, qui però c’è una guida che aiuta a rimetterli in ordine.
La storia parla di due studiosi, Jen ed Eric, che indagano sul mistero raccontato dal volume e comunicano lasciandosi messaggi sullo stesso, senza mai incontrarsi, prendendolo in prestito a turno nella biblioteca dell’Università. All’inizio i messaggi riguardano solo il volume, ma man mano diventano più personali e finiscono per raccontare anche la storia di Jen ed Eric. Io non l’ho ancora letto perché dovendo leggere prima la storia principale e poi i vari appunti di Jen ed Eric, mi sembra un libro che ha bisogno di concentrazione e tempo, e al momento sono carente di entrambe le cose, ma prometto che una volta che lo avrò fatto tornerò a parlarne meglio. Nel frattempo, se volete fidarvi a priori, o se già vi ispirava, correte ad approfittare degli sconti, perché a prezzo pieno non è affatto economico! (35€)
S. La Nave di Teseo sample 1S. La Nave di Teseo sample 2


Infine, ricordo che oltre a Corto Maltese e ai volumi appena citati, nel catalogo Rizzoli Lizard ci sono anche Tintin, Blacksad, Scott Pilgrim e Persepolis. E se vi piacciono i libri illustrati ci sono quelli di  Rébecca Dautremer e Benjamin Lacombe. Senza dimenticare le meraviglie pop-up di Robert Sabuda!!! E meno male che non volevo nominarne troppi! :P Insomma, anche stavolta potete dire addio ai vostri soldi! XD

Spero che questi consigli vi siano utili. Grazie per la visita, buone letture e alla prossima! :)

sabato 24 settembre 2016

Alla Ricerca di Dory

Finding Dory - primo posterSHE’S BACK! No, non mi riferisco a Dory, ma a me che torno a parlare di film animati! Evviva! Ammetto che è quello che mi è mancato di più del blog e ricominciare a farlo con un film Disney Pixar mi riempie ancora di più di gioia! Ma bando alle ciance e passiamo alle cose serie, perché, sì, la pesciolina più tenera e dolce del cinema è un argomento serissimo che merita la giusta attenzione! Leggere per credere!
 
Ogni volta che ci troviamo davanti ad un sequel storciamo il naso, e con tutta la diffidenza del mondo ci chiediamo: sarà all’altezza del primo? In questo caso la risposta è: sì, ma non completamente. Il 100%, per quanto mi riguarda, (come sempre ci tengo a sottolineare che è la mia opinione personale e basta), non è raggiunto solo perché i nostri cari amici del grande oceano blu riescono a fare cose un po’ troppo esagerate per la loro natura di pesciolini. Se consideriamo però che lo scopo principale di questo film è quello di divertire e stimolare la fantasia dei bambini, non quello di essere realistico o prendersi troppo sul serio, allora smetto di fare la vecchietta schizzinosa e passo a ciò che invece lo rende all’altezza del primo.
 
Il primo punto a favore è che gli autori sono riusciti a collegarlo con il primo capitolo alla perfezione, dando una spiegazione a comportamenti e abitudini della nostra pesciolina blu. Ad esempio scopriamo perché sa il balenese, perché sa tante informazioni sul mondo marino e perché canta sempre zitto e nuota, nuota e nuota…
 
Finding Dory - concept art 1
 
Il secondo punto a favore del film è che non ha personaggi perfetti: la Pixar sa bene che la perfezione non esiste, che è impossibile immedesimarsi in qualcosa di irraggiungibile, perciò ci propone delle situazioni e dei caratteri assolutamente plausibili, nonostante siano interpretati da pesciolini parlanti. Abbiamo lo squalo balena con gravi problemi di vista, il beluga con problemi di orientamento, l’octopus (anzi, il sectopus! XD), scorbutico e asociale che vorrebbe stare sempre da solo, il pesce pagliaccio disabile con una pinna atrofica, quello troppo ansioso che esagera con le parole ferendo gli altri, e il pesce chirurgo con problemi molto seri di memoria a breve termine. Se vi sembrano problemi irreali allora non vivete in questo mondo.
 
Finding Dory - concept art 2
 
Terzo punto a favore, ma con i film della Pixar non c’è neanche bisogno di dirlo, è il modo in cui riesce a giocare con le emozioni dello spettatore: bastano i 3 secondi iniziali in cui una Dory cucciola tutta occhioni confessa ai propri genitori la sua paura di dimenticarsi di loro e BOOM, lacrime! Poi risate e poi di nuovo altre lacrime, perché la Pixar ormai è una maestra a suonare le corde giuste.
 
Finding Dory - concept art 3
 
L’ultimo e più importante punto a favore della pellicola è il messaggio che comunica, che è tanto potente quanto di una semplicità disarmante: se ce la faccio io con la mia disabilità, allora puoi farcela anche tu! Smetti di scoraggiarti o lamentarti inutilmente, perché niente è impossibile! Just keep swimming! Continua a nuotare e vedrai che realizzerai tutti i tuoi obiettivi. Non sto dicendo che sarà semplice, ma impegnandoti ce la farai!
Sembra banale, ma quanti si perdono per strada e poi, quando è troppo tardi, danno la colpa, che invece è solo loro, al destino infausto e crudele? Sembra banale perché è una cosa che sappiamo benissimo tutti, ma ci riusciamo a metterla sempre in pratica? Ben venga quindi se a ricordarcelo è un film per bambini con pesciolini parlanti! Insomma, per quanto mi riguarda, potete dirmi tutto, che il film non è molto originale o all’altezza del primo, ma per me è altrettanto valido per il motivo che ho appena detto, il quale rispecchia appieno la filosofia di quell’uomo senza il quale probabilmente questo stesso film non avrebbe mai visto la luce:
 
If you can dream it, you can do it!
(cit. Walt Disney)
 
E quando sarai arrivato in cima, non dimenticare di ammirare il panorama!
 
Finding Dory by Andy Fairhurst

lunedì 19 settembre 2016

Per un pelo era amore, e i fumetti in formato digitale.

Per un pelo… era amore (Veronica Veci Carratello)Per un pelo… era amore è una storiellina piccina picciò, che più piccina davvero non si può, lunga sole 4 pagine, di Veronica Carratello, detta Veci, ovvero la stessa autrice del bellissimo Freezer, di cui ho parlato qui. I disegni sono in bianco e nero e la storia parte come uno shoujo manga (fumetto giapponese per ragazze adolescenti), per poi sorprendere con un colpo di scena che vi strapperà sicuramente un sorriso. Questa storiella è stata scritta nel 2012, ma già vi si può apprezzare la stessa ironia che si trova in Freezer.
Per un pelo… era amore si può leggere gratuitamente sul blog dell’autrice, oppure, ma solo per oggi, sull’app Verticomics, che è dove l’ho scoperta io, e sulla quale ora voglio spendere due parole.

A me piace leggere in qualsiasi formato e, mi piacerebbe poter dire, anche in qualsiasi lingua, ma devo accontentarmi dell’inglese. Per farla breve, l’importante per me è leggere e non mi faccio fermare da niente! Leggere in digitale non significa abbandonare la lettura cartacea, ma semplicemente vivere la lettura in modi diversi, adattandola alle proprie esigenze momento per momento. 

Se avete un tablet e siete interessati a leggere graphic novel in formato digitale, per quelle in inglese esiste Comixology, che offre un abbonamento comodissimo tipo quello di Netflix, in cui pagate un tot al mese, ma potete leggere tutto ciò che offre il catalogo, senza dover acquistare i fumetti singolarmente. Per quelle in italiano invece c’è Verticomics, che è un’app creata da due siciliani derivata da Verticalismi, un sito che propone la lettura dei fumetti a scorrimento verticale, metodo più comodo e appropriato per smartphone e tablet. Il catalogo offre sia fumetti di autori italiani che di autori internazionali, ma il bello è che propone un fumetto gratuito al giorno, quindi un’ottima occasione per conoscere nuovi autori e nuove opere, proprio come la storiella di Veronica Veci!
Sperando di avervi fatto scoprire qualcosa di interessante, non mi resta che augurarvi buona lettura! Alla prossima! :)

lunedì 29 agosto 2016

Shopping Fumettoso: 25% BAO Publishing!

BAO - sconti 2016Sono due i periodi dell’anno che preferisco: il primo è quello natalizio perché grazie al profumo dei dolci e alle luci sparse per le strade della città improvvisamente tutto sembra diventare magico; il secondo è la fine di Agosto perché c’è il mio compleanno e… iniziano gli sconti della BAO!!! Grazie alla combinazione di queste due cose infatti riesco a recuperare tutto (o quasi) quello che ho messo in wishlist durante il resto dell’anno! La BAO è una delle mie case editrici preferite e non esagero se dico che ho scaffali pieni zeppi dei suoi volumi, così ho pensato di scrivere un post con un po’ di consigli per gli acquisti per chi volesse approfittarne, ma non ha idea di cosa prendere. La roba bella è davvero tanta, perciò mi limiterò solo a quella bellissimissima, con issimissima tendente all’infinito! Ovvero a quei volumi che secondo me, (e sottolineo, secondo me), sono imperdibili se vi piace leggere graphic novel, o se avete voglia di iniziare ad immergervi in questo mondo meraviglioso! Iniziamo subito!

 

Bone - Jeff SmithBone (Jeff Smith)

Anteprima: qui. La mia vecchissima recensione: qui.

ORA O MAI PIÙ!!! Quanti di voi lo hanno sempre desiderato, ma hanno rinunciato per il prezzo? Bene, questa è la vostra occasione! Cosa? Non lo conoscete?? Bene, questa è la vostra occasione! Perché Bone è una lettura imprescindibile, allo stesso livello de Il Signore degli Anelli! Di base è una storia fantasy, avventurosa e divertente, che fa ridere a crepapelle dalle prime alle ultime pagine, ma sarebbe troppo riduttivo descriverla solamente così. È anche una storia profondamente intensa, cupa e drammatica. Piena di significati nascosti e con diversi livelli di lettura. Una storia adatta a qualsiasi tipo di lettore, di qualsiasi età, con personaggi unici e indimenticabili da cui sarà difficile separarsi alla fine del volume. Non a caso Jeff Smith ogni tanto sta pubblicando nuove storie brevi, ma completamente superflue (per citare lui stesso), per accontentare i fan in astinenza! Insomma, se avessi pochi soldi, io punterei direttamente a questo bel volumone senza pensarci due volte, perciò per quanto mi riguarda potreste smettere di leggere il post anche qui! XD

 

NimonaNimona (Noelle Stevenson)

Anteprima: qui.

Altra storia fantasy, avventurosa e divertente, che però sotto sotto nasconde qualcosa di ben più profondo, ma, soprattutto, dove le apparenze ingannano! Se spade, draghi e cavalieri in un primo momento vi hanno fatto pensare ad una storia fantasy classica, ben presto vi accorgerete che di classico ha ben poco, anzi, si può dire che faccia quasi la parodia alle storie di quel genere! È originale, imprevedibile, assurda, divertente e commovente! Una storia che affronta sentimenti come amicizia e amore finalmente in modo onesto, ovvero mostrandone tutte le sfaccettature, anche quelle meno piacevoli, cosa rarissima da trovare in un volume destinato principalmente ai young adult, perciò se anche voi non ne potete più della solita tiritera e di personaggi fotocopiati da milioni di altri, che state aspettando? Leggete Nimona!

 

Il Porto Proibito

Il Porto Proibito (Teresa Radice, Stefano Turconi)

Anteprima: qui.

Se non avete mai letto una graphic novel e siete ancora un po’ scettici perché convinti che questo tipo di lettura non possa essere appagante quanto quella di un romanzo formato esclusivamente da parole, allora dovreste provare questo volume, perché qui la differenza fra i due generi è inesistente. È un romanzo di avventura marinaresca all’altezza dei grandi classici dello stesso genere, dei quali troverete infinite citazioni, a partire dal nome di uno dei personaggi, Stevenson, a versi di poesie di Coleridge, Blake, Byron e altri.
Al contrario dei volumi precedenti, questa è una storia solo per adulti, che parla dell’amore come di un sentimento capace di trascendere lo spazio e il tempo e, forse, di sconfiggere anche la morte. Un inno alla vita che arriva dritto al cuore e non lo lascia più. E se tutto questo non vi basta, sfogliatelo e date un’occhiata ai disegni!!

 

I Kill GiantsI Kill Giants (Joe Kelly, JM Ken Niimura)

Anteprima: qui.

Parlando di inni alla vita, I Kill Giants è una di quelle storie che prima o poi si sente il bisogno di leggere e che ci ricordano che siamo più forti di quello che crediamo. Sembra una cosa ovvia e banale, ma a tutti capitano dei momenti di sconforto in cui ci si sente impotenti, quindi è meglio prevenire e tenere questo volume a portata di mano: non esiste cura migliore!

 

 

 

 

Souvenir dell'Impero dell'AtomoSouvenir dell’Impero dell’Atomo
(Alexandre Clérisse, Thierry Smolderen)

Anteprima: qui.

Se invece avete voglia di una bella storia di fantascienza, ma non vi va di iniziare serie ancora in corso come Saga o Descender, consiglio questo volume one-shot. La storia è molto misteriosa e intrigante, ed il finale si presta a diverse interpretazioni, secondo me il suo punto forte. Inoltre penso sia da non perdere già a partire dall’estetica retrò che fa molto fantascienza classica, quindi se anche voi amate le copertine dei primi Urania e di tutti gli altri vecchissimi libri di questo genere, sono sicura amerete anche questo volume!

 

Professor Astro GattoProfessor Astro Gatto e le Frontiere dello Spazio
(Dominic Walliman, Ben Newman)

Anteprima: qui.

Cercate un regalo divertente, ma nello stesso tempo istruttivo per i più piccoli? Vi emozionate quando sentite notizie che riguardano le esplorazioni spaziali? Volete fare bella figura con la vostra nuova fiamma sotto un bel cielo stellato? Il Professor Astro Gatto è qui per voi! Per quanto mi riguarda è un volume che in un colpo solo unisce la mia passione per la scienza (astronomia in primis), per i gatti, per i libri illustrati e per quello stile vintage che fa tanto fantascienza anni ‘50 (come quello di Souvenir dell’Impero dell’Atomo!), perciò potete immaginare quanto mi piaccia e quanto non veda l’ora di mettere le mie manine anche sul nuovo L'Avventura Atomica del Professor Astro Gatto, uscito proprio in questi giorni! *_*

 

Hilda FolkHilda e il Troll (Luke Peason)

Anteprima: qui.

Sempre per i più piccoli, ma che può essere benissimo apprezzata anche dagli adulti, anzi, soprattutto da questi ultimi, è la serie di Hilda. Ogni volume è di circa 40 pagine, ma nonostante questo riesce a raccontare e trasmettere più di quello che raccontano molti libri o fumetti lunghi il triplo! I volumi sono autoconclusivi e possono essere letti separatamente uno dall’altro, ma per poter apprezzare meglio l’evoluzione del personaggio di Hilda consiglio di leggerli nell’ordine che vedete nell’immagine (andando dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra). Una fiaba moderna, ma allo stesso tempo piena degli stessi elementi folkloristici di quelle di un tempo. Attualmente sono usciti questi quattro volumi, ma un quinto è già in arrivo, e presto diventerà anche una serie animata di Netflix!

Scommetto che ora siete curiosi di sapere cosa comprerò io! Nella mia lista della spesa ci sono, come ho già detto, il nuovo volume del Prof. Astro Gatto, poi L’Estate Diabolika (dello stesso autore di Souvenir dell’Impero dell’Atomo), Saga 6, Descender 2 e Kobane Calling di Zerocalcare (di cui ho già tutte le altre opere). Sono ancora indecisa se recuperare anche Green Manor e Thunder Ben (voi cosa dite? Li avete letti?), ma ho il sospetto che alla fine li prenderò! E direi che sto a posto fino all’anno prossimo! XD

Spero che i consigli vi siano utili e, nel caso cercaste info su volumi che non ho nominato provate pure a chiedere, non è detto che non li abbia! ;)

Grazie per la visita, buone letture e alla prossima! :)


Altri volumi BAO di cui ho parlato in precedenza:

venerdì 26 agosto 2016

Oltre il Muro (Paquet, Sandoval)

Oltre il Muro cover

Trama: Quando hai undici anni il mondo è un posto tutto da scoprire, gli adulti appaiono strani e incomprensibili, la fantasia galoppa e ogni cosa assume contorni meravigliosi e inquietanti. Quando hai undici anni è facile finire prima o poi... oltre il muro!

Info:
Pierre Paquet (storia), Tony Sandoval (disegni)
Tipitondi Tunué
19,5x27; 96 pagine a colori
ISBN: 978-8897165507
14,90€

Anteprima: qui.

Il mio voto:

Quando scrivo un post non mi piace copiare niente da altre fonti, nemmeno la trama, ma stavolta l’ho copiata direttamente dalla quarta di copertina del volume per farvi capire quanto sia fuorviante! Leggendola sembra infatti di trovarsi di fronte una storia fantasiosa e avventurosa alla “Alice nel Paese delle Meraviglie”, però dai toni inquietanti e macabri dati i disegni. Niente di più sbagliato! La storia parla di Pepe, un bambino di 11 anni, che durante il tragitto casa-scuola in pullman si perde nel mondo dell'immaginazione. Un giorno, al ritorno da scuola, compra dei petardi, ma si sente in colpa per questa marachella. Quando arriva a casa vede la statuina di una divinità appesa alla parete che si muove, la tocca e finisce come per magia oltre il muro, dove man mano che va avanti inizia ad incontrare personaggi sempre più strani.

Oltre il MuroNon si capisce se quello che sta succedendo sia sogno o realtà, ma non ci vuole un arco di genio per intuire che gli è successo qualcosa di brutto e questo viaggio ne è solo la metafora. Ovviamente non dirò esplicitamente cosa gli è successo per non fare spoiler, ma solo che è una storia che dovrebbe aiutare ad elaborare un lutto. Benissimo. Dove sta il problema?

La perdita di qualcuno che si ama è difficile da elaborare per chiunque e probabilmente non ci si riesce mai al 100%. È difficile per gli adulti, figuriamoci per i bambini, ai quali, attenzione!!, questo volume è rivolto. Vista la delicatezza e l’importanza del problema uno si aspetterebbe una storia che trasmetta forza e incoraggi ad andare avanti, invece è di un pessimismo tale che non mi meraviglierei se a fine lettura qualcuno venisse colto da un impulso suicida e si tagliasse le vene! Faccio un esempio riportando direttamente delle citazioni dal volume:

Ti senti solo, abbandonato anche dalle tue lacrime che si allontanano verso i riflessi di libertà formati dalle giunture del muro. Devi arrenderti all'evidenza, sei solo al mondo.

E siamo solo a pagina 13!

Puoi anche avere in mano le redini della tua vita, ma quelle del tempo ti sfuggiranno sempre.

Allegria!!!

A quanto pare sono l’unica in giro per l’internet a pensarla così su questo fumetto. Molti lo hanno definito dolce e poetico. Evidentemente dolcezza e poesia per me sono un’altra cosa, oppure è perché sono particolarmente sensibile su questo argomento, visto che ancora dopo 3 anni e mezzo mi capita di svegliarmi nel cuore della notte con le lacrime agli occhi. O, semplicemente, perché mi piace affrontare le difficoltà della vita con ottimismo.

Per concludere, se un giorno doveste avere bisogno di leggere una storia che vi aiuti a superare un brutto momento, secondo me dovreste evitare questo titolo come la peste! Al suo posto consiglio invece il libro illustrato Ho Lasciato la Mia Anima al Vento di Eric Puybaret e Roxane Marie Galliez (Emme Edizioni), un vero concentrato di dolcezza e poesia; mentre per i più grandicelli I Kill Giants di Joe Kelly e J.M. Ken Niimura (BAO Publishing). Entrambi raccontano una storia triste, ma alla fine vi ritroverete con il sorriso sulle labbra, e, soprattutto, con tanta voglia di vivere!

Lasciato la Mia Anima al VentoI Kill Giants

martedì 23 agosto 2016

Freezer (Veronica “Veci” Carratello)

Freezer - cover

Trama: Storia di una famiglia bizzarra e fuori dagli schemi, raccontata attraverso gli occhi della loro figlia Mina, ragazzina alle soglie dell’adolescenza. Un giorno lei e i suoi partono per un viaggio in camper durante il quale un evento imprevedibile ribalterà tutte le carte in tavola della loro vita e li costringerà a riconsiderare tutto.

Info:
Veronica “Veci” Carratello
BAO Publishing
Cartonato 17x24, 144 pagine a colori.
ISBN: 978-8865437193
18€

Anteprima: qui.

Il mio voto: ★★★★½

Cosa ne penso? In pochissime parole come faccio sempre, posso dire che Freezer è proprio come ci è stato presentato dalla sua casa editrice, ovvero come un film di Wes Anderson su carta. Abbiamo gli stessi colori, gli stessi elementi retrò e lo stesso sapore vintage che si trovano nei suoi film. Gli stessi personaggi strambi e situazioni inverosimili, che però sotto sotto raccontano qualcosa di molto più serio, reale e profondo. Si passa da scene leggere e divertenti a scene toccanti e commoventi, da scene assurde a scene che fanno riflettere e che, infine, riempiono il cuore.

Wes Anderson (from above)

Oltre ai riferimenti cinematografici ne troviamo anche di musicali: a partire dai nomi dei figlioletti, Mina ed Elvis, per finire al cognome di tutta la famiglia, Robinson, in onore della canzone Mrs Robinson di Simon & Garfunkel, i cui versi ad un certo punto diventano proprio parte della storia (qui una bella versione live).

Freezer - personaggi

I Robinson, anche se molto singolari, formano una famiglia simile a tutte le famiglie del mondo reale, con problemi identici a tutte quante, quindi nonostante le strane manie e fobie che li affliggono ognuno di noi potrà riconoscervi un po’ di se stesso o della propria famiglia.

Freezer - gattoCosa mi è piaciuto di più? Chi mi conosce avrà già indovinato: il gatto!!! Tenta il suicidio in tutti i modi possibili e immaginabili, come per scappare dalla gabbia di matti in cui si ritrova, ed è comicissimo! Sembra un diversivo comico che appare di tanto in tanto, ma ha anche un ruolo fondamentale e determinante per la storia, perciò non perdetelo mai d’occhio!

Insieme a lui ho adorato anche il personaggio di Mina, perché da ragazzina anche io ero come lei: timida, introversa e con interessi così opposti da quelli dei miei coetanei (soprattutto coetanee), da non riuscire a stringere amicizia. Fortuna che, anche per quelle come noi, arriva un momento in cui si riesce a trovare il proprio posto nel mondo e le persone giuste con cui condividere le nostre passioni. Bisogna avere giusto un po’ di pazienza in più, ma ne vale la pena!

Freezer

Moonrise Kingdom - Wes AndersonFreezer, proprio come comunica il titolo stesso, è una bella ventata di freschezza in mezzo a tanti fumetti tutti simili fra loro. A me è piaciuto molto e lo consiglio a tutti gli amanti dei film di Wes Anderson. Viceversa, se lo avete già letto e vi è piaciuto, ma non avete mai visto uno dei suoi film, che aspettate a rimediare? In questo articolo di Wired ben 8 motivi per amarlo!